Da "IL SOLE 24 ORE" di sabato 28 gennaio 2012
Società «under 35» a rischio criminalità di Alberto Cisterna* e Ranieri Razzante**
Forse troppo semplificata la vita delle società dopo il decreto sulle liberalizzazioni.
E ci sembra opportuno dire che più di qualcuno potrà avvantaggiarsene con intenti criminali.
Il decreto "semplificazioni" nasce dalla volontà di scardinare gli apparati corporativi che soffocherebbero la crescita economica e appronta alcune misure per favorire l'occupazione giovanile.
L'articolo 3 introduce nel Codice civile l'articolo 2463-bis e, con esso, la possibilità dì costituire società semplificate a responsabilità limitata, con soci che non abbiano compilino i 35 anni di età e con un capitale sociale non inferiore ad un euro.
Fin qui poco male, può darsi che il congegno funzioni e sicuramente è una opportunità per tanti giovani pieni di buone idee e bisognosi di uno spia off imprenditoriale.
Tuttavia lo stesso articolo 3 prevede che l'atto costituti vo debba essere redatto per scrittura privata e vada depositato, a cura degli amministratori, presso l'ufficio del registro delle imprese. La disposizione, inoltre, non impone che amministratori della società debbano essere solo i soci.
E qui il rischio che soggetti "più anziani" assumano il ruolo di amministratore della società, schermandosi dietro un gruppo di giovani in possesso dei requisiti d'età.
Ma il punto più delicato è la totale abrogazione della forma pubblica e la conseguente elisione di ogni controllo di legalità sulla vita della società da parte dei notai o delle professioni legali-tributarie in genere.
La norma non convince, almeno sotto un paio di profili.
La direttiva comunitaria 2005/60 sul riciclaggio e le raccomandazioni del Gafi impongono aí professionisti l'obbligo di segnalazione delle opera- zíoni sospette, e il decreto 231/2007 ha recepito nel nostro ordinamento questo modello di prevenzione.
Il nuovo articolo 2463-bis esclude la presenza di un professionista e, quindi, di qualunque controllo antiriciclaggio.
Gli indici di anomalia emanati dal ministero nella Giustizia nel 2010 mettevano tra le opzioni da segnalare proprio quelle della interposizione di soggetti non legati ai soci oppure delle figure di amministratori non qualificate daparticolari esperienze o interessi apparenti. Senza dire degli aumenti di capitale attraverso immissione di risorse sproporzionate rispetto allo standing dei soci.
Un capitale sociale pari ad un euro, poi, non impedisce che giovani (abilmente manipolati o dolosamente consapevoli) provvedano al conferimento in denaro di centinaia di migliaia di euro, senza alcun controllo né sull'identità dei soggetti costituenti, né sugli aspetti re- lativi alla lotta al riciclaggio del denaro sporco.
È incombente il rischio che la criminalità organizzata o le filiere dei riciclatori . che attanagliano l'economia del Paese possano profittare delle sacche di emarginazione sociale ed economica di molti giovani (al Sud, come al Centro-Nord, anzi soprattutto in queste ultime aree in cui è più forte la spinta all'insediamento dei gruppi mafiosi) per dar luogo alla massiccia costituzione di società fittizie.
Queste, giovandosi dei meccanismi di semplificazione, opererebbero come schermo per operazioni illegali.
Bisognerebbe poi riflettere su cosa accordare a queste imprese "semplificate":
per non creare disparità dí trattamento, dovrebbero essere pari alle altre, e quindi, per restare in tema, anche a loro l'accesso alle gare di appalto.
L'affare delle mafie.
"Procuratore aggiunto Dna **Consulente commissione parlamentare Antimafia
IUS Consulting è una società, nata da un’idea di Ranieri Razzante, per fornire una risposta più efficiente ed efficace alle molteplici esigenze manifestate da imprenditori...